Il progetto prevede nuovi scavi estesi ad almeno tre ville e ad una parte del piccolo sito iniziale, maggiore sperimentazione nella conservazione con l’uso di nuove coperture, il visitor center, già in corso di realizzazione.
Il master plan richiede la creazione di una passeggiata pedonale lungo il bordo del pianoro, connettendo i siti delle varie ville, sempre con vista sul golfo di Napoli.
Il parco sarà circondato da alberi per consentirne la visibilità da Pompei e dal mare. Il principale nodo è il sito di villa Arianna, dove la funicolare potrebbe connettere la stazione ferroviaria della Circumvesuviana con il sito facilitando lo spostamento dei visitatori da Pompei a Stabiae in dieci minuti.
Il sito offre l’opportunità per essere un parco-museo della cultura delle ville romane durante l’orario diurno, ed un parco cittadino e luogo di concerti estivi serali anche quando le ville sono chiuse.
Il grande Parco Archeologico delle Ville di Stabiae potrebbe, insieme con gli altri siti dell’area, creare un panorama culturale dell’antica Roma: la città (Pompei ed Ercolano), la masseria (Boscoreale) e le ville signorili (Stabiae). Con il completo scavo e gli apparati didattici, il Parco Archeologico di Stabiae diventerà il miglior posto per studiare il fenomeno delle ville dell’èlite romana nel suo intero contesto.
Un progetto di queste dimensioni, che sarebbe probabilmente il più grande progetto archeologico in Europa, necessita di un nuovo modo di intendere l’archeologia internazionale. La Fondazione è stata caratterizzata dal professore Pietro Giovanni Guzzo, Soprintendente Archeologo di Napoli e Pompei, come un esperimento di condivisione manageriale dei maggiori siti archeologici di entità internazionale, con l’intento che questo possa diventare il modello per il futuro sviluppo dell’archeologia europea.
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